29 Aprile 2020

-35% le emissioni di CO2 nel lockdown: lo stesso taglio necessario al 2030 per il clima

La pandemia di coronavirus che ha colpito l’Italia e il mondo intero ha richiesto misure restrittive senza precedenti all’economia e alla mobilità. A partire dai dati nazionali sui consumi elettrici, di gas e di prodotti petroliferi, Italy for Climate ha stimato solo per il mese di marzo 2020 un taglio di quasi 6 milioni di tonnellate di CO2 causato dal crollo dei consumi energetici, pari a -17% rispetto allo stesso mese del 2019. Se ci spostiamo alle prime settimane di aprile, ovvero al periodo in cui il lockdown è entrato a regime, il crollo dei consumi energetici si fa ancora più deciso e la riduzione delle emissioni di CO2 raddoppia. Infatti, nella fase di piena operatività delle misure di restrizione, Italy for Climate ha stimato una riduzione delle emissioni di CO2 del 35% rispetto ad un periodo di normale attività. Oltre la metà di questa riduzione è data dal crollo dei prodotti petroliferi, che si riducono di oltre il 50% a causa della forte contrazione della mobilità pubblica e privata. Con il blocco delle attività produttive e commerciali, i consumi di gas metano si riducono del 26% e contribuiscono per circa un terzo alle minori emissioni di CO2 del lockdown, mentre i consumi elettrici si riducono del 23%.

L’entità della riduzione delle emissioni di CO2 causata dal lockdown è curiosamente molto vicina a quello che dovrebbe essere il taglio dei gas serra da raggiungere in appena un decennio per centrare gli obiettivi di Parigi e non far precipitare la crisi climatica. Ad oggi abbiamo ridotto le emissioni di circa il 19% rispetto al 1990 e dovremo ridurle entro i prossimi dieci anni di almeno un altro 35% per arrivare al -50/55% sancito dalla comunità scientifica come target climatico al 2030. L’analogia fra la riduzione delle emissioni di CO2 causata il lockdown e la riduzione necessaria al perseguimento degli obiettivi climatici ci dà la misura dello sforzo che dobbiamo mettere in campo nei prossimi anni, a partire dalle misure di ripresa dall’attuale crisi economica, per non perdere la sfida climatica: garantire gli stessi livelli di emissioni di un lockdown ma con piena produttività economica ed elevati livelli di occupazione.

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