8 Novembre 2025

Africa: è qui il futuro della green economy?

L’Africa sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella transizione, configurandosi come un laboratorio decisivo: un continente giovane e in rapida crescita, quello che ha meno contribuito alla crisi climatica ma che allo stesso tempo ne sentirà maggiormente gli effetti. Il territorio che ospita alcune delle risorse naturali più strategiche del pianeta ma dove oltre 600 milioni di persone non hanno ancora accesso all’elettricità. Due prospettive della stessa realtà che stanno trasformando l’Africa in un’area vulnerabile ma allo stesso tempo in un potenziale protagonista della nuova economia green. Davvero questo enorme continente sarà in grado di affrontare gli impatti devastanti della crisi climatica e al tempo stesso di compiere il c.d. salto della cavallina – leapfrog – e basare da subito lao sviluppo industriale che l’attende su tecnologie green senza cadere in tentazioni fossili?

E’ questo uno degli interrogativi a cui si è cercato di rispondere nella mattinata di lavori che si è svolta agli Stati generali della Green economy e che ha visto protagonisti 4 paesi identificati come key player nella strada verso il net zero.

RIVEDI GLI INTERVENTI DEGLI ESPERTI AGLI STATI GENERALI

Ad oggi l’Africa conta 1,5 miliardi di abitanti – più della Cina – ed è destinata a rappresentare un quarto della popolazione mondiale entro il 2050. Una crescita che si accompagna a una forte vulnerabilità climatica: il continente ha prodotto appena il 3% delle emissioni storiche, ma rischia di subire il 50% dell’aumento della mortalità legata al clima previsto per metà secolo. Le emissioni pro capite restano tra le più basse al mondo, 2,2 tonnellate l’anno.

Allo stesso tempo, l’Africa dispone di risorse uniche: il 60% dei migliori siti solari globali, ampi giacimenti di materiali critici essenziali per l’economia green, un quarto della biodiversità mondiale e una quota crescente di investimenti nel settore delle rinnovabili. Le ultime tendenze mostrano che le importazioni di pannelli solari stanno crescendo rapidamente e ciò ha portato l’Agenzia Internazionale per l’Energia ad aumentare del 25% le previsioni sulle rinnovabili. Le esigenze finanziarie restano però enormi, soprattutto per l’adattamento, che richiederà circa 61 miliardi di dollari l’anno fino al 2030, quattro volte i finanziamenti attuali.

Investire in energia significa migliorare la salute, supportare i servizi essenziali e creare nuove opportunità economiche – come ha ribadito Davinah Milenge Uwella dell’African Development Bank, a margine della Plenaria internazionale degli Stati generali della Green Economy.

Per il futuro green del paese sarà centrale anche il ruolo della giovane imprenditorialità africana: programmi come YouthADAPT sostengono start-up innovative in decine di Paesi, generando migliaia di posti di lavoro, soprattutto per le donne. Un altro fronte in espansione è l’economia circolare, su cui l’African Development Bank sta avviando nuovi fondi e programmi di incubazione, in linea con il primo Piano d’Azione continentale approvato di recente.

Infine, sul tema dell’adattamento, è stato ricordato il ruolo dell’Africa Adaptation Acceleration Program, un programma da 12 miliardi di dollari già operativo in diversi Paesi.

“L’Africa non manca di ambizione politica – ha ribadito – e vuole essere parte attiva della transizione globale”. Per il bene di tutti, dobbiamo augurarci che sia davvero così e che questa grande regione vinca quella che forse è la sua più grande scommessa.

LEGGI QUI TUTTI I DATI SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA IN AFRICA

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