4 Giugno 2024

Cina, Usa, India e UE: quali saranno i leader della transizione?

Nelle trattative globali sul clima, a cominciare da quelle svolte nell’ambito della Conferenza Quadro sul Cambiamento Climatico dell’ONU, si ricerca continuamente la massima condivisione possibile se non addirittura la piena unanimità. Ma ovviamente le responsabilità non sono tutte uguali e in materia di contrasto alla crisi climatica, in particolare, 4 grandi economie globali, i c.d. “big emitters”, da sole sono responsabili di oltre la metà delle emissioni globali di gas serra.

Cina, Usa, India e Unione europea presentano storie e situazioni molto diverse tra di loro ma sono accomunate dalla grande rilevanza che hanno nel percorso di decarbonizzazione dell’economia mondiale.

La Cina è diventato il primo grande emettitore a causa di un rapido sviluppo economico che è stato alimentato in larghissima parte da un enorme sfruttamento di combustibili fossili e, in particolare, di carbone. Ma al tempo stesso è anche di gran lunga il Paese che più di tutti sta investendo sulle tecnologie della decarbonizzazione, a cominciare dalle fonti rinnovabili fino ad arrivare all’auto elettrica: solo nel 2023 ha investito quasi 700 miliardi di $ nella transizione energetica.

Gli Stati Uniti sono sempre stati particolarmente sensibili agli umori della politica interna e hanno conosciuto alti e bassi negli ultimi decenni nelle politiche in favore del clima. hanno ancora le emissioni pro capite di gran lunga più elevate tra i grandi emettitori ma negli ultimi anni hanno iniziato a puntare sulla transizione energetica con maggiore determinazione. E con l’Inflaction Reduction Act hanno messo 400 miliardi di $ sulle tecnologie per la decarbonizzazione.

L’India, che ha appena scavalcato l’Unione europea diventando il terzo emettitore globale, presenta livelli di emissioni ancora molto bassi ma con 1,3 miliardi di individui e un grande bisogno di migliorare i propri standard economici, se non impronterà  fin da subito il suo sviluppo futuro a un modello economico e industriale decarbonizzato da sola manderà all’aria qualsiasi tentativo di limitare il riscaldamento globale come concordato a Parigi.

L’Unione europea, infine, fino ad oggi è stata leader nella lotta alla crisi climatica e nella promozione della transizione energetica, come dimostra il taglio delle emissioni di quasi il 30% dal 1990 a oggi e gli obiettivi ambiziosi al 2030 e oltre. La sfida è proprio quella di riuscire a mantenere questa leadership in una fase nuova, con nuovi player sul mercato globale e una competizione sempre più spinta proprio sulle tecnologie e sulla innovazione green.

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