3 Luglio 2023

Intervista a Riccardo Piunti, Presidente CONOU

«La sostenibilità ha tre leve: transizione energetica, economia circolare e cambio dei comportamenti. Quest’ultima, il cambiamento dei comportamenti, è fondamentale e passa da una costante attenzione e sensibilizzazione su questi temi. Affinché si possa mettere in atto la trasformazione necessaria è fondamentale avere il consenso delle persone, che devono partecipare a questo processo, modificando i loro comportamenti» – afferma Riccardo Piunti, Presidente CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati.

Ne parliamo in vista della Conferenza Nazionale sul Clima, per capire quali sono i principali fattori su cui concentrare gli sforzi per generare un cambiamento.

Il Presidente Piunti mette l’accento su comunicazione e coralità, poiché è necessario che tutto il sistema (imprese, partiti, governanti, enti) si muova nella stessa direzione e adotti un unico tono comunicativo, spiegando al cittadino che c’è una sfida che ci coinvolge tutti per cui dobbiamo lavorare in modo continuativo. Sono ancora poche le analisi in cui la crisi climatica è spiegata a livello di sistema complessivo, con tutte le conseguenze che genera su fronti che apparentemente possono sembrano disconnessi, ad esempio l’inflazione e i flussi migratori.

«L’allarmismo degli eventi porta a far prevalere una narrazione concentrata solo su soluzioni momentanee al posto di un approccio che prevede politiche di lungo periodo. Creare le condizioni necessarie alla trasformazione vuol dire invece generare comportamenti diversi. E per farlo dobbiamo far vedere che le cose si possono fare, offrire soluzioni nuove ed esaltare quelle che ci sono».

L’idea di sostenibilità che porta avanti Piunti è quella che ha sviluppato grazie alla sua esperienza all’interno del Consorzio e in particolare proprio alla redazione del Rapporto di Sostenibilità. Guardare le cose dall’interno vuol dire prendere atto del lavoro che comportano, di tutte le regole esistenti, della complessità da affrontare: «E’ stata come una porta che mi ha permesso di cogliere l’importanza dell’economia circolare e della transizione. Da quel momento ho compreso che il Consorzio non deve agire solo da operatore ma anche da testimone».

Il CONOU è oggi l’espressione di una filiera matura e rappresenta un modello all’avanguardia in campo internazionale, raggiungendo una quota di rigenerazione dell’olio lubrificante usato raccolto pari al 99% con circa 60 imprese che raccolgono l’olio usato su tutto il territorio nazionale per selezionarlo presso i propri impianti prima di avviarlo alle diverse destinazioni di smaltimento e recupero. Per questa ragione oggi gli sforzi sono dedicati al mantenimento dei risultati ottenuti e a un lavoro sottile sul fronte culturale: «Adesso siamo impegnati in un importante passo avanti dal punto di vista culturale rispetto al concetto stesso di sostenibilità, che non riguarda solo l’ambiente ma abbraccia tutto un insieme di aspetti hanno a che fare con regole, certificazioni, la salute e sicurezza dei lavoratori, i rapporti con gli operatori del settore, fino alla parità di genere».

Allo stesso tempo il Consorzio ha un ruolo importante in qualità di garante e di promotore di trasparenza e coesione. L’impegno che ci racconta il Presidente Piunti riguarda anche la modalità di lavoro e il rapporto con tutti gli stakeholder della filiera del riciclo: «Cerchiamo di riunire tavoli di lavoro su diversi temi mettendo insieme le persone: il cambiamento nasce proprio nel lavorare insieme. Uno degli aspetti di cui ci stiamo occupando ad esempio è il cambio di generazione nelle nostre imprese, che spesso sono imprese familiari. Questo è uno degli ambiti su cui più si può incontrare l’aspetto della parità di genere. Ciò che facciamo quindi è creare occasioni di confronto per mettere insieme tutti gli operatori e generare delle linee di indirizzo comuni. La sostenibilità include la coesione con gli stakeholder».

Un altro aspetto importante su cui si sta concentrando il Consorzio per dare una spinta all’evoluzione del settore è quello della digitalizzazione, in modo da rendere il processo di trasmissione di dati sulla raccolta più rapido ed efficiente.
L’intenzione è quella di coinvolgere direttamente il produttore del rifiuto in qualità di stakeholder, per fargli comprendere le esigenze del sistema e renderlo partecipe. Gli strumenti digitali diventano quindi un nuovo modo per fare divulgazione e per lavorare su quel consenso che può portare a un cambiamento dei comportamenti.

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