19 Dicembre 2022

Ranking Regioni 2022: le fonti rinnovabili

Ranking Regioni fonti rinnovabili

Il Ranking delle Regioni racconta anche la performance sulle fonti rinnovabili, ovvero quanto dei consumi di energia nel 2020 è stato soddisfatto dalle fonti rinnovabili nelle diverse Regioni italiane. Questo indicatore è quello che meno ha risentito degli effetti della pandemia, poiché il consumo da fonti rinnovabili è rimasto piuttosto costante nel 2020 e il minore fabbisogno di energia è stato raggiunto con un minore consumo di combustibili fossili.

Le fonti di energia rinnovabile contabilizzate nelle Regioni includono solo le fonti rinnovabili elettriche (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, etc.) e le fonti rinnovabili termiche (biomassa e pellet per il riscaldamento, le pompe di calore, etc.). Le fonti rinnovabili per i trasporti, ovvero i biocarburanti, sono invece escluse poiché è più difficile attribuirne il consumo nei territori e forniscono ancora un contributo limitato alle rinnovabili.

Al 2020 la media nazionale si è attestata al 19% di consumi di energia soddisfatti dalle fonti rinnovabili. Ben 12 Regioni registrano un valore più alto della media nazionale, soprattutto al Centro-sud ma con qualche buona performance anche al Nord. Per Abruzzo, Sardegna, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Campania e Puglia si tratta di una quota di poco superiore, che oscilla fra il 19% e il 28%.

Ma ci sono cinque Regioni che registrano una quota ben più alta: Molise (40%), Calabria (43%), Basilicata (52%), Trentino-Alto Adige (58%), Valle d’Aosta (105%). Sono le Regioni che abbiamo chiamato “le rinnovabilissime”: Virtualmente queste Regioni hanno già raggiunto e superato il target del 40% di rinnovabili fissato a livello europeo per il 2030, con la Valle d’Aosta che addirittura si avvicina ad un ruolo di esportatrice netta di fonti rinnovabili per l’Italia, avendo superato il 100%. Sappiamo che per queste Regioni sussistono delle grandi disponibilità di fonti primarie che altri territori non possono avere (come il vento della Basilicata o l’energia idrica della Valle d’Aosta) ed è fondamentale che queste Regioni continuino a sostenere la crescita delle rinnovabili in Italia.

Le vocazioni territoriali non possono giustificare la scarsa performance delle altre Regioni, in cui le rinnovabili stentano a crescere e ancora ricoprono una quota molto marginale dei consumi di energia, nonostante alcune fonti come il fotovoltaico siano diventate molto competitive e ampiamente disponibili in tutto il Paese. Le Regioni italiane, a partire dalle amministrazioni locali, devono tutte accelerare la crescita delle fonti rinnovabili e renderla una priorità del loro sviluppo economico ed energetico.

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