18 Marzo 2026
Una sospensione dell’Ets? Ci sono alternative più efficaci e non dannose per il clima
Di EDO RONCHI, PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE SU HUFFPOST
Per far fronte all’aumento dei prezzi del gas e del petrolio, causati dalla guerra in Iran, il governo italiano chiederà al Consiglio europeo di sospendere la carbon tax introdotta col sistema europeo Ets per le emissioni di gas serra, generate dalla combustione di combustibili fossili, dai grandi impianti industriali (centrali termoelettriche e industrie energivore).
Questa sospensione – nel solco dell’attacco che sta conducendo il presidente Trump contro le misure per il clima – visto che è proprio l’Ets che ha contribuito al taglio più consistente, di oltre il 50%, delle emissioni dei grandi impianti industriali europei, spingerebbe verso un aumento delle emissioni di gas serra e, quindi, all’aggravamento della crisi climatica. Il costo di una tonnellata di CO2 col sistema Ets è intorno ai 70 euro; ogni metro cubo di gas bruciato emette circa 2,2 Kg di Co2: il costo della CO2 per metro cubo di gas bruciato, è di circa 15 centesimi. Quando il prezzo del gas è basso, l’incidenza di questa carbon tax – dell’Ets – è significativa, ma, se il prezzo del gas aumenta di molto, come sta accadendo, l’incidenza della carbon tax sul prezzo perde di rilievo.
In altre parole: se il prezzo del gas continua a restare molto alto, la sospensione dell’Ets sarebbe poco efficace per calmierare i prezzi. Ma sarebbe l’unico strumento disponibile per calmierare i prezzi dell’energia? Per niente. La Direttiva Ets consente agli Stati membri di utilizzare fino al 25 % dei proventi dell’Ets per compensare i costi indiretti sostenuti dalle imprese energivore esposte alla concorrenza internazionale: possibilità che l’Italia non sta utilizzando visto che ha destinato a queste compensazioni in media il 5.6% dei proventi dal 2020. La Spagna ha introdotto un sistema, rivisto nel 2023, per compensare le imprese energivore per i maggiori prezzi dell’elettricità derivanti dai costi indiretti dell’Ets, con una dotazione di 8,5 miliardi, prevedendo una compensazione fino al 75% dei costi indiretti. La Germania ha adottato misure per una riduzione delle tariffe di trasmissione per circa 6.5 miliardi di euro, una riduzione dell’imposta sull’elettricità per i settori manifatturiero e agricolo e l’eliminazione dalle bollette degli oneri legati allo sviluppo delle energie rinnovabili: misure finanziate dai proventi delle aste Ets, da una tassa sul carbonio nazionale e da risorse pubbliche.
Invece di sospendere l’Ets si potrebbero utilizzare i proventi di questa carbon tax in modo più efficace, riducendo il peso degli oneri presenti nelle bollette elettriche di famiglie e imprese, sostenendo i settori energivori e mantenendo gli impegni climatici.


