15 Febbraio 2022

500 miliardi di euro: gli eventi climatici estremi presentano il conto all’Europa

L’obiettivo di contenere il riscaldamento entro 1,5 °C, sottoscritto da oltre 190 Paesi con l’Accordo di Parigi del 2015, ci permetterà di limitare le peggiori conseguenze della crisi climatica in corso. Ma il mondo ha già superato la soglia di +1 °C e già oggi gli impatti del riscaldamento globale sono realtà.

Dobbiamo imparare a conoscere gli effetti di un clima che cambia e prepararci per limitarne il più possibile i danni alle vite umane e all’economia, migliorando la nostra resilienza e capacità di adattamento climatico.

Un recente Rapporto dell’Agenzia europea per l’Ambiente (AEA) ha raccolto dati e informazioni sugli impatti degli eventi meteorologici estremi in Europa negli ultimi 40 anni. Secondo l’Agenzia, eventi estremi come tempeste, ondate di calore e inondazioni hanno causato in Europa perdite economiche tra i 450 e i 520 miliardi di euro e hanno provocato tra le 85.000 e le 145.000 vittime.

L’Italia è uno dei Paesi europei che ha pagato il conto più salato. Gli eventi meteorologici estremi sono costati a ogni cittadino italiano tra 1.500 e 2.000 euro e in valore assoluto l’Italia è terza dopo Germania e Francia per perdite economiche subite. Anche guardando al numero di morti causati dagli eventi meteorologici estremi, l’Italia vanta ancora un triste primato: con circa 21 mila vittime negli ultimi 40 anni è seconda solo alla Francia con 23 mila.

Cosa fare per ridurre la vulnerabilità del nostro Paese agli eventi estremi e promuoverne la resilienza? Uno strumento chiave di gestione del rischio climatico può essere, secondo l’Agenzia, una maggiore copertura assicurativa, che può anche aumentare la capacità delle società di riprendersi dai disastri. Oggi il tasso di copertura assicurativa potrebbe anche essere letto come il tasso di consapevolezza dei diversi Paesi rispetto alla crisi climatica in corso. In media in Europa è stato assicurato circa il 23% dei danni totali, con variazioni considerevoli tra i Paesi: si va dall’1% in Romania e Lituania a oltre il 55% in Danimarca e nei Paesi Bassi. In Italia siamo soltanto al 5,5% dei sinistri assicurati.

Alcuni dei cambiamenti indotti dalla crisi climatica sono già oggi irreversibili, nel senso che continueranno a manifestarsi per decenni o secoli ancora, come l’aumento della temperatura negli oceani e i cambiamenti dei regimi di pioggia, e dobbiamo imparare a gestirli adattandoci e aumentando la nostra resilienza. Ma attenzione, se non saremo in grado di mitigare la crisi climatica riducendo drasticamente le emissioni di gas serra, nessuna assicurazione potrà ripararci dagli eventi catastrofici prodotti da un aumento eccessivo della temperatura.

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