14 Luglio 2026
Come sbloccare il potenziale delle fonti rinnovabili per mitigare i costi delle bollette per famiglie e imprese
Come valorizzare il potenziale delle fonti rinnovabili in Italia e tradurlo in benefici concreti per cittadini e imprese? È questo il tema al centro dell’ultimo Stakeholder Forum sul clima, che ha analizzato le principali criticità e le possibili strategie per accelerarne lo sviluppo, in un contesto segnato dalla volatilità dei prezzi dell’energia e della forte dipendenza italiana dalle importazioni di combustibili fossili (74%).
Ad aprire i lavori è stata Chiara Montanini, Project Manager di Italy for Climate, che ha presentato un’analisi aggiornata sullo stato delle fonti rinnovabili in Italia e sull’andamento dei prezzi dell’energia, con un focus sul settore elettrico. Sono così emerse due principali direttrici di confronto: da un lato, come favorire la riduzione delle bollette aumentando la quota di rinnovabili nel mix di generazione elettrica; dall’altro, come promuovere le diverse forme di autoconsumo tra imprese, cittadini e Pubbliche amministrazioni.
PRESENTAZIONE INTRODUTTIVA A CURA DI ITALY FOR CLIMATE
Inoltre, l’incontro è stato istruito da Giorgio Boneschi, Direttore Generale di Elettricità Futura; Giacomo Cantarella di Dolomiti Energia e Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente. Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
Di seguito, alcuni dei principali temi emersi nel corso dell’incontro e del dibattito con i membri dello Stakeholder Forum:
- Quando si parla del caro bollette si pensa subito all’energia elettrica quando in realtà le prime voci di spesa a livello nazionale sono quelle per i carburanti per autotrazione e per il gas per riscaldamento e processi industriali, su cui dovrebbero in primis concentrarsi possibili strategie e interventi di risparmio economico per famiglie e imprese. Peraltro, diversamente dalla maggior parte dei dati in circolazione, un’analisi comparativa svolta correttamente tenendo conto dei reali consumi delle famiglie mostra differenziali dell’Italia rispetto ad altri Paesi considerati tradizionalmente più performanti in termini di prezzi dell’elettricità più contenuti di quanto spesso si pensa.
- Le rinnovabili sono la chiave per ridurre in modo strutturale il costo della componente energia delle bollette elettriche ma, come mostrato nella relazione introduttiva, nel 2025 e anche nei primi mesi del 2026 la tendenza positiva registratanegli anni precedenti si è fermata. Per raggiungere gli obiettivi, peraltro poco sfidanti, del PNIEC al 2030 dobbiamo passare dai 7 GW di nuove installazioni del 2024 e 2025 a oltre 10 GW all’anno di media, e per far questo bisogno eliminare diversi colli di bottiglia.
- Tra i colli di bottiglia è stato più volte richiamato quello legato agli iter autorizzativi e al permitting: a causa delle inefficienze amministrative le imprese devono aspettare anni prima di portare a compimento un progetto e questo le obbliga a portarne avanti diversi in parallelo scaricando costi eccessivi su quei pochi che termineranno positivamente il percorso. Così oggi il permitting può arrivare a pesare circa il 25-30% sui costi di un progetto. Snellire le procedure consente di installare più rinnovabili, e questo già comporta un risparmio in bolletta grazie alle aste e ai contratti per differenza, ma anche ridurre il costo stesso della realizzazione degli impianti, con ulteriore beneficio in bolletta. Su questa materia è stato richiamato più volte il ruolo delle amministrazioni regionali e la necessità di una maggiore responsabilizzazione delle stesse che al momento, spesso indipendentemente dal colore politico, rappresentano più un freno che altro allo sviluppo delle rinnovabili.
- Legato al tema delle regioni quello del consenso sui territori, riconosciuto in modo abbastanza trasversale come uno degli ostacoli più rilevanti allo sviluppo di queste tecnologie. Gli elementi che concorrono a questo fenomeno sono diversi, partendo da uno scarso coinvolgimento della cittadinanza nei progetti (richiamato il tema della coprogettazione) così come limiti evidenti in termini di conoscenza dei reali impatti dei progetti. Più in generale nelle conclusioni dell’incontro è stata richiamata la sistematica sottovalutazione dei rischi connessi alla crisi climatica e la scarsa consapevolezza del legame che c’è tra questa e le fonti rinnovabili, fattore che rappresenta un forte disincentivo a credere in queste tecnologie.
- Citata più volte come fattore abilitante, ma non solo, la necessità di intervenire sulle reti e sulle infrastrutture per poter sostenere in modo adeguato ed efficiente un sistema di generazione elettrica sempre più a trazione rinnovabile. In particolare, è stato richiamato anche il tema delle connessioni che rappresentano spesso oggi un tasto dolente dell’intero sistema infrastrutturale e che, risolvendolo, si potrebbero avere anche significativi risparmi economici.


