11 Marzo 2022

Da dove vengono i combustibili fossili consumati in Italia?

L’Italia è fra i Paesi con la più alta dipendenza energetica dall’estero: nel 2021 il 77% del fabbisogno energetico nazionale è stato soddisfatto dalle importazioni di combustibili fossili, ovvero gas, petrolio e carbone, mentre il restante 23% dalla produzione nazionale (soprattutto grazie alle fonti rinnovabili).

I recenti eventi drammatici della guerra in Ucraina, uniti alla crisi dei prezzi del gas esplosa nella seconda metà del 2021, hanno riacceso i riflettori sui rischi connessi alla dipendenza energetica dell’Europa dall’estero e in particolare dalla Russia. L’Italia è particolarmente dipendente da questo Paese: ben il 25% di tutti i consumi nazionali di energia fossile provengono proprio dalla Russia, da cui importiamo non solo il gas, come è noto, ma anche il petrolio e il carbone. La Russia è infatti il primo Paese in Italia per import di gas e di carbone, e il terzo per import di petrolio e dei suoi derivati.

A seguire nella top 10 dei Paesi da cui dipendiamo energeticamente c’è l’Algeria, che soddisfa il 15% della nostra fame di combustibili fossili (e in particolare di gas). Al terzo posto troviamo l’Azerbaijan, dal quale acquistiamo il 13% del nostro fabbisogno di fossili (e in particolare di petrolio). Al quarto posto c’è la Libia, che copre il 9% del fabbisogno nazionale soprattutto per il petrolio. A seguire ci sono l’Iraq, l’Arabia Saudita, il Qatar, gli USA e la Nigeria.

Ma quanto dipendiamo da noi stessi per soddisfare la nostra domanda di gas, petrolio e carbone? L’Italia si posiziona al sesto posto di questa particolare classifica: solo il 5% del fabbisogno nazionale di combustibili fossili è prodotto sul suolo nazionale. Questo perché l’Italia non dispone di riserve di combustibili fossili particolarmente estese, accessibili ed economiche. Anche volendo puntare di più sulla produzione domestica di combustibili fossili (solo gas e petrolio, perché di carbone invece non ne abbiamo per nulla) accedendo a risorse non ancora pienamente accertate o economicamente vantaggiose, potremmo arrivare a coprire solo qualche punto percentuale in più del nostro fabbisogno di fonti fossili e solo per pochi anni.

Ma allora come possiamo uscire da questa grande (e pericolosa) dipendenza energetica dall’estero? Come ha recentemente indicato la stessa Commissione europea, in primo luogo sostituendo i consumi di energia da fonti fossili con le fonti rinnovabili, che oltre ad essere pulite sono anche “nazionali”, e riducendo il nostro fabbisogno complessivo di energia grazie a misure di efficienza energetica. Le politiche climatiche certamente non sono nate allo scopo di migliorare la sicurezza energetica dei Paesi, ma vanno esattamente in quella stessa direzione.

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