15 Luglio 2026
Il futuro della filiera dell’automotive: focus Emilia-Romagna
Bologna ha ospitato il 9 luglio un confronto informale e a porte chiuse su uno dei nodi più delicati per l’industria italiana: gli effetti della transizione verso l’auto elettrica sulla filiera automotive, con un focus specifico sulle PMI dell’Emilia-Romagna. L’incontro, promosso da Italy for Climate e CNA Nazionale insieme a CNA Emilia-Romagna, con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, ha messo a confronto sfide e opportunità di questa trasformazione, individuando gli strumenti e le misure necessari per accompagnarla sul piano tecnologico, industriale e occupazionale.
L’appuntamento si è aperto con un inquadramento del contesto, introdotto da Chiara Montanini (Italy for Climate), a cui sono seguiti gli interventi di Francesco Naso (Motus-E), Giuseppe Giulio Calabrese (Comitato Scientifico OTEA) e Lucio Poma (Nomisma).
PRESENTAZIONE INTRODUTTIVA A CURA DI ITALY FOR CLIMATE
Alla prima parte di inquadramento tecnico ha fatto seguito la presentazione dei risultati di un’indagine condotta da CNA Emilia-Romagna sulle percezioni, le aspettative e le criticità per le PMI della filiera automotive regionale rispetto ai processi di trasformazione in corso, illustrata da Antonio Murzi (CNA Nazionale). Successivamente si è aperto il confronto tra gli stakeholder presenti al tavolo, tra cui imprenditori del territorio, Roberto Righetti (ART-ER), Giovanni Franceschini (Università di Modena e Reggio Emilia – UNIMORE) e Francesco Sgromo (Clust-ER MECH).
Di seguito, alcuni dei principali temi discussi nel corso dell’incontro:
- da più voci è stata sottolineata la necessità di strategie coordinate a livello regionale, nazionale ed europeo, capaci al tempo stesso di rispondere alle specificità dei singoli territori, insieme all’importanza di una visione strategica chiara e di una governance efficace a livello nazionale per accompagnare la transizione del settore.
- strettamente collegato alla questione della governance, il dibattito ha affrontato il ruolo della neutralità tecnologica, interrogandosi sulla sua capacità di sostenere la competitività della filiera automotive italiana o, al contrario, di rallentare il percorso di trasformazione attraverso strategie poco definite e sistemi di governance inefficaci.
- i partecipanti hanno condiviso la consapevolezza di trovarsi di fronte a un cambiamento strutturale che riguarda in generale il modello di mobilità basato sull’auto privata. Accanto all’elettrificazione, fattori come guida autonoma, sharing e intelligenza artificiale sono destinati a modificare il numero e le modalità di utilizzo dei veicoli.
- la discussione ha evidenziato come l’automotive stia affrontando una fase di trasformazione particolarmente complessa, segnata dalla crisi del settore e dal progressivo superamento dei tradizionali modelli di monocommittenza.
- è stato ampiamente riconosciuto il crescente divario tecnologico e industriale tra Europa e Asia, in particolare con la Cina. Pur con posizioni differenti sulle possibili soluzioni, il confronto ha evidenziato l’urgenza di rafforzare la competitività del sistema produttivo europeo, valutando anche il ruolo degli investimenti esteri e le relative ricadute occupazionali.
- un ulteriore tema affrontato riguarda la progressiva internazionalizzazione delle attività di manutenzione e riparazione da parte delle case automobilistiche, una tendenza che potrebbe incidere in modo significativo sulle piccole imprese del settore. A questo si collega, anche se solo in parte, l’esigenza di una migliore mappatura della filiera e di strumenti capaci di favorire percorsi di aggregazione tra le imprese più piccole.
- in linea con quanto rilevato dall’indagine presentata durante l’incontro, i partecipanti hanno indicato il tema delle competenze come una priorità strategica, ipotizzando tra le proposte anche lo sviluppo di percorsi formativi e universitari maggiormente orientati alle nuove esigenze del settore automotive.


