29 Novembre 2023

India: il terzo emettitore, la prossima Cina?

L’India ha ormai superato la Cina come Paese più popoloso del Pianeta, dove vivono 1,48 miliardi di persone. Ed ha raggiunto negli ultimi anni anche un altro primato: ha superato l’Europa ed è divenuto il terzo emettitore mondiale di gas ad effetto serra, con 3,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica equivalente. Rimane comunque il grande emettitore in cui le emissioni pro-capite sono di gran lunga più basse: un cittadino indiano emette, infatti, circa 2,8 tonnellate di gas serra l’anno, un valore che ci sembra ancor più basso se confrontato con uncittadino americano che invece ne emette 18.

Gli occhi di molti osservatori sono puntati su questa Regione perché il nostro carbon budget non può permettersi una nuova super-potenza industriale e fossile – e dunque non possiamo permettere che l’India replichi il modello di crescita economica cinese, anche considerato che le emissioni dell’India, (similmente a quelle cinesi), sono già aumentate del 174% rispetto al 1990.

Sul fronte degli impegni climatici, l’India si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2070, dunque molto fuori tempo massimo per raggiungere gli obiettivi di Parigi e ha posto per il 2030 solo un obiettivo di riduzione dell’intensità carbonica (ossia del rapporto tra emissioni e PIL). Il problema è che, nel computo dell’intensità carbonica, bisogna considerare anche la crescita dell’economia indiana: se l’economia crescesse più delle emissioni – cosa molto probabile visto che il Paese si trova ancora agli inizi di un percorso di diffusa industrializzazione – il valore di intensità carbonica risulterebbe basso, ma non testimonierebbe nulla circa l’impegno sostanziale di riduzione effettiva delle emissioni.   

Il più grande problema dell’India è rappresentato sicuramente dall’utilizzo di carbone, che non accenna a diminuire: secondo il Piano nazionale per l’elettricità, recentemente adottato, l’India aggiungerà ulteriori 25,5 GW di capacità di carbone nella seconda metà del decennio. Il 70% dell’energia elettrica indiana oggi proviene dal carbone e secondo le analisi di Climate Action Tracker, nel 2030 la quota di energia elettrica da carbone sarà ancora il 50%.

Pur rimanendo dipendente dalla fonte fossile più inquinante di tutte e senza un vero piano per diminuirne gradualmente l’utilizzo, anche l’India sta compiendo progressi significativi nella crescita di energia rinnovabile: nel 2022 sono stati installati 15 GW di solare ed eolico. Il Piano nazionale per l’elettricità prevede di aumentare la capacità solare ed eolica rispettivamente di 311 GW e 82 GW entro il 2031-2032. Inoltre, il solare e l’eolico sono diventati la fonte di energia a più basso costo del Paese, anche senza sussidi. Ma siamo al centro di un enorme esperimento, il primo del suo genere: quello di trasformare un Paese fondamentalmente agricolo in una potenza industriale senza passare per decenni di forte dipendenza fossile, che il mondo non potrebbe permettersi.  

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