24 Ottobre 2023

Ma è davvero un caldo eccezionale o è sempre stato così?

Variazione della temperatura media globale rispetto alla media del periodo preindustriale osservata (linea nera) e ricostruita (linea azzurra) (Fonte: traduzione Italy for Climate su figura IPCC)

Alcune persone tendono a minimizzare gli impatti del cambiamento climatico o addirittura a dubitarne affidandosi ai propri ricordi e alle proprie percezioni. Ad esempio, molti in Italia ricordano vividamente la torrida estate del 2003, la più calda mai registrata. In base a questo ricordo tendono a minimizzare anche le alte temperature raggiunte nelle estati più recenti, come a dire “ci sono sempre stati anni caldi”.   

In realtà cadere in errore in questo genere di valutazioni non è così difficile, specie quando si fatica a distinguere i trend meteorologici da quelli climatici. Mentre i primi riguardando l’andamento contingente del tempo atmosferico su una scala temporale molto breve, i secondi guardano alle variazioni di lungo periodo, analizzando intervalli di decenni, secoli o millenni (e anche di più). Le oscillazioni da un anno all’altro, del tutto naturali, possono trarre in inganno (come la memoria!) e, soprattutto, non ci dicono nulla su come sta cambiando il sistema climatico terrestre. Per capire quest’ultimo dobbiamo allargare lo sguardo e per farlo possiamo fare riferimento all’analisi dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite di cui abbiamo parlato nella pillola precedente. E in particolare possiamo partire da un grafico, pubblicato nel loro ultimo Rapporto di valutazione, che mostra la variazione della temperatura media mondiale rispetto a un periodo di riferimento (per convenzione il c.d. periodo preindustriale, la media 1850-1900).  

Questo grafico, che mostra l’andamento della temperatura globale negli ultimi duemila anni (e in realtà anche più), evidenzia meglio di tante parole il balzo verso l’alto compiuto negli ultimissimi decenni. In particolare, a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, la temperatura ha iniziato a crescere in modo costante. E soprattutto, con una rapidità impressionante mai vista almeno negli ultimi due millenni. Ma guardando più in dettaglio, il grafico e l’analisi dell’IPCC ci dicono che i valori raggiunti oggi non sono mai stati toccati almeno negli ultimi centomila anni. Secondo la World Meteorological Organization, nel 2022 la temperatura media mondiale ha raggiunto il valore record di +1,15°C rispetto al periodo preindustriale. Per avere un’idea se +1,15 °C siano tanti o pochi, basta ricordare che i Governi di tutto il mondo, firmando l’Accordo sul clima di Parigi nel 2015, si sono impegnati a fare di tutto per limitare il riscaldamento globale a +1,5 °C. Visto che negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una crescita della temperatura globale di circa 0,2 °C ogni dieci anni, proseguendo su questa strada l’impegno preso a Parigi rischia di infrangersi nel giro di uno o due decenni al massimo. Ed è proprio per questo che oggi è quanto mai urgente agire per invertire questa tendenza tagliando con estrema rapidità le emissioni.  

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