9 Dicembre 2022

Ranking Regioni 2022: i consumi di energia pro capite

Oltre alle emissioni di CO2 pro capite, il Ranking delle Regioni fotografa anche i consumi di energia pro capite, ovvero la somma delle fonti energetiche fossili (come il carbone, il petrolio e il gas) e rinnovabili che abbiamo consumato in ciascun territorio per produrre elettricità, per riscaldare gli edifici, per alimentare i processi produttivi nelle industrie, per i trasporti.

La fotografia fornita da questa seconda edizione del Ranking è relativa all’anno 2020, un anno sicuramente anomalo per via delle restrizioni di contrasto alla pandemia. Tuttavia, ciò su cui dobbiamo più interrogarci non sono i valori assoluti, certamente più bassi del solito nel 2020, quanto piuttosto il posizionamento delle diverse Regioni e la loro distanza dalla media nazionale, che invece restituisce un’informazione più strutturale.

La media nazionale pro capite per i consumi di energia nel 2020 si è attestata a 1,8 tonnellate equivalenti di petrolio per abitante (tep, ovvero l’unita di misura che si utilizza in contabilità nazionale per sommare fonti diverse di energia). Sono 11 le Regioni che registrano una performance migliore della media nazionale (da 1 tep/abitante della Campania a 1,8 dell’Abruzzo) e 9 quelle che registrano una performance peggiore (da 1,9 tep/ab della Toscana a 2,7 dell’Emilia Romagna).

Quello sui consumi di energia pro capite è l’unico indicatore del Ranking totalmente polarizzato fra nord e sud del Paese: infatti tutte le Regioni che registrano una performance peggiore della media nazionale si trovano al centro-nord (con l’eccezione della Liguria), mentre le Regioni con la performance migliore si trovano tutte al centro-sud e nelle isole. Ad influenzare questa distribuzione sono soprattutto questioni strutturali e morfologiche, legate al maggiore fabbisogno termico per gli edifici (più alto al nord per via delle temperature più rigide), ad una maggiore dipendenza dai trasporti su strada e ad una maggiore diffusione di processi produttivi più intensivi dal punto di vista dell’energia.

Questi fattori strutturali e territoriali delle diverse Regioni d’Italia possono aiutare a spiegare i dati, ma non devono in alcun modo giustificarli, anche perché le Regioni più energivore sono anche le più ricche del Paese e devono per questo mettere in campo sforzi maggiori per migliorare la loro efficienza energetica e guidare il Paese verso un’economia più efficiente e a zero emissioni.

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