8 Aprile 2022

La dipendenza dell’Italia dalle importazioni di petrolio

import petrolioIl petrolio in Italia è stato per lunghissimo tempo la principale fonte di energia, superato dal gas solo da pochi anni. Eppure anche per questo combustibile l’Italia è fortemente dipendente dalle importazioni dall’estero: nel 2021 la produzione nazionale ha soddisfatto appena il 7% della domanda interna, pari a circa 75 milioni di tonnellate, dovendo acquistare il restante 93% da altri Paesi essenzialmente extraeuropei. D’altronde, come anche per il gas, le riserve nazionali sono assai limitate: quelle accertate (al 2019), secondo i dati del Ministero della transizione ecologica, basterebbero sì e no a coprire un anno di consumi.

A differenza degli altri combustibili fossili, l’approvvigionamento di prodotti petroliferi è estremamente diversificato, con quasi 50 diversi Paesi da cui importiamo l’oro nero. L’Azerbaijan è il nostro primo fornitore, avendoci garantito nel 2021 il 19% delle importazioni di prodotti petroliferi, seguito dalla Libia con il 15%, da Russia e Iraq con circa il 12% e dall’Arabia Saudita con l’8%. Nonostante l’alto numero di potenziali fornitori, anche in questo caso 5 Paesi appena garantiscono la fornitura di due terzi dell’import nazionale.

L’import di prodotti petroliferi non è sono molto differenziato per quanto riguarda i Paesi di origine, ma anche per le tipologie di prodotti importati. Ovviamente la gran parte dell’import (circa l’80%) riguarda il petrolio greggio, ma non sono affatto trascurabili le importazioni di altri prodotti derivati, semilavorati o finiti, come nafte, lubrificanti, benzine, GPL, etc. L’Italia, peraltro, ha una lunga tradizione nella lavorazione dei prodotti petroliferi e nel 2021 ha esportato circa 25 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi finiti (pari a un terzo della domanda nazionale).

I prodotti petroliferi sono gli unici combustibili fossili per cui la Russia non è il primo fornitore nazionale. Ma anche in questo caso i principali fornitori, per lo più dell’area nord africana e della penisola araba, sono Paesi con governi autoritari o comunque a rischio di stabilità. Anche quella dei prodotti petroliferi, quindi, resta una dipendenza pericolosa che la transizione energetica potrebbe contribuire a ridurre in modo significativo.

 

 

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