29 Novembre 2023

Unione Europea: ancora leader delle politiche climatiche?

L’Unione Europea è considerata da anni un leader indiscusso della transizione verso le zero emissioni, non solo perché ha il primato di riduzione delle emissioni di gas serra (-27% rispetto al 1990), ma anche perché, rispetto agli altri grandi emettitori mondiali, ha le emissioni decisamente più contenute sia in valore assoluto, con circa 3,5 miliardi di tonnellate di gas serra all’anno, sia in valori pro-capite, molto più bassi di Stati Uniti e Cina, con 8,1 tonnellate di gas serra per abitante.

L’Europa da un paio di anni si è dotata di un pacchetto di obiettivi e misure molto ambizioso e allineato con le indicazioni della comunità scientifica: il Green Deal. I macro-obiettivi più importanti riguardano il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e un taglio delle emissioni del 55% (rispetto al 1990) del 2030. Oltre a ciò, sono presenti numerosi altri target e numerose roadmap per accompagnare il percorso di decarbonizzazione in tutti i settori. Secondo Climate Action Tracker, questi obiettivi di riduzione delle emissioni, tuttavia, non sono ancora sufficientemente ambiziosi per contenere l’aumento delle temperature entro +1,5°. Per poter rispettare tale obiettivo l’Europa dovrebbe ridurre le proprie emissioni del 61% rispetto al 1990.

Nonostante l’impegno climatico dell’Unione Europea, essa continua ad investire nelle fonti fossili e in particolare nell’aumento della capacità di GNL, un trend che andrebbe invertito non solo perché il 75% delle emissioni totali di gas serra dell’UE derivano dal consumo di energia, ma anche perché  proprio grazie alla transizione green potrebbe acquisire un’indipendenza energetica che, in una Regione tutto sommato povera di risorse fossili, solo le rinnovabili possono garantire.  

Buone notizie su questo fronte: l’Europa nel 2023 ha rafforzato i propri obiettivi, intendendo raggiungere una quota del 42,5% di energia (per elettricità, calore e trasporti) fornita da fonti rinnovabili al 2030.
Inoltre, nel 2022 l’Europa è stato il secondo Paese, dopo la Cina, sia per investimenti complessivi nella crescita di auto elettriche (+2,7 milioni di unità vendute) e delle fonti rinnovabili (+52 GW installati, il doppio degli USA). Non possiamo che augurarci che a Dubai faccia pesare in positivo queste sue virtù.  

 

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